La Muvra - Scheda: [10/10/09] Raduno Nazionale 2009 (Roda di Vael)
Scheda: Raduno Nazionale 2009 (Roda di Vael)
 
  Raduno Nazionale 2009 (Roda di Vael)
Data: 10 Ottobre 2009
Ritrovo: Bar8 via Dalmazia16 Bolzano
Ora: 8.31
Organizzato da: La Muvra Alto Adige
Tipologia: Escursione, Arrampicata
Difficoltà: -
Dislivello: 435 metri circa
Durata: 4 ore circa

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RESOCONTO

di Paolo e Nebulah

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Tempo incerto, previsioni di pioggia. Ma sabato mattina, nonostante il cielo non prometta nulla di buono, la pioggia decide di attendere. Appuntamento alle 8.30 al Bar8, e partenza con i nostri mezzi. Presenti, oltre ai ragazzi dell’Alto Adige, una numerosa comitiva abruzzese-laziale, con al seguito l’immancabile cagnolina Frida, vera mascotte del gruppo.
La catena montuosa che ci apprestiamo ad affrontare � quella del Catinaccio, sulle maestose Dolomiti; ci dirigiamo in auto verso il Passo di Costalunga, da dove si scende verso localit� Carezza.
L’escursione vera e propria ha inizio con una breve ascesa in seggiovia, che da quota 1650 ci porta al Rifugio Paolina, a 2127 metri di altezza. Sotto di noi sfilano silenziosamente i verdi prati che tra qualche settimana saranno imbiancati da una spessa coltre di neve, che li trasformer� in affollate e chiassose piste da sci. Ma in questa stagione, per fortuna, tutto ancora tace, e solo pochi escursionisti si avventurano lungo le pendici della montagna, sfidando una nebbia fredda e lattiginosa che rende l’atmosfera ovattata, quasi irreale. Dal Rifugio Paolina iniziamo a camminare lungo il sentiero che si inerpica in direzione Nord, Nord-Ovest, verso il Passo Vajolon e Coronelle. Attraversiamo per un breve tratto il bosco di conifere, tra il verde scuro dei cembri e i larici gi� tinti di vivaci sfumature autunnali, costeggiando impressionanti pareti di rocce sedimentarie da cui sgorgano rivoli di acqua freschissima.
Il sentiero si snoda ora tra pietraie e rocce, ci lasciamo alle spalle le ultime propaggini del bosco, la temperatura � mite e presto le giacche a vento finiscono negli zaini. Comincia l’ascesa lungo l’ultimo tratto, il pi� aspro; qualche breve pausa per riprendere fiato diventa l’occasione per ammirare il maestoso panorama della valle glaciale che si estende sotto di noi. In vista del Passo percorriamo un breve tratto di ferrata, abbastanza semplice da superare e, dopo poco, il volo di numerosi gracchi alpini ci annuncia il Passo Vajolon, 2560 metri. Alle nostre spalle, verso sud, il maestoso Latemar, davanti a noi la Val di Fassa e, purtroppo nascosta dalle coltri brumose, la Marmolada, che riusciamo solo ad intuire. Siamo ai piedi della Roda di Vael, 2881 metri: ne mancherebbero circa 300 di ferrata per raggiungere la vetta, ma non avendo con noi l’attrezzatura appropriata decidiamo di non correre rischi, visto anche il tempo che va peggiorando. Ci lasciamo la cima per la prossima volta.
Avanziamo ancora di qualche centinaio di metri sul crinale, fa pi� freddo ed il vento incalza; qui ci fermiamo per il consueto minuto di silenzio, rivolti a nord, “Ordine in Libert�”. E’ quasi l’ora del pranzo, che ci attende al Rifugio Roda di Vael, pi� in basso a quota 2283. Decidiamo di tagliare, lasciando il pi� comodo sentiero: ci aspettano i momenti pi� impegnativi, ma anche pi� divertenti, dell’escursione: 200/300 metri di discesa, ripida, cercando appoggi per le mani ed i piedi, passaggi non sempre facili, e spesso arditi. Ed � proprio qui che incontriamo le bellissime stelle alpine, con i loro petali vellutati che fanno capolino tra le rocce e i radi ciuffi d’erba.
Dopo una mezzoretta ci ricongiungiamo al sentiero, le nuvole sono molto basse e “qualcuno” rischia di perdersi, alla spicciolata si arriva al rifugio. Subito a tavola, ad assaggiare i piatti tipici di queste montagne, come i Canederli, ed a bere birra. La compagnia � ottima, cos� come il cibo e la birra, ed il tempo passa velocemente. Caff�, grappa ed � ora di proseguire il cammino. Scenderemo, completando un anello, sino al punto di partenza della seggiovia, a 1650 metri.
Piove adesso, si devia il percorso per raggiungere uno dei punti pi� attesi, un’enorme aquila di bronzo di oltre 2 metri, l’Aquila di Christomannos. Il monumento appare improvvisamente dalla fitta coltre di pioggia e nuvole basse, lasciandoci senza fiato di fronte alla sua imperiosit�. Grandina, e fatte le foto di rito, con lo stendardo della Muvra sotto l’aquila, si riprende il sentiero per la discesa.
Percorriamo ancora qualche centinaio di metri tra i prati alpini, fino ad incontrare di nuovo gli alberi: all’inizio, solo ginepri striscianti e sporadici esemplari di pino mugo, che crescono bassi e contorti nell’ambiente inospitale. Poi, scendendo pi� in basso, il sentiero si getta improvvisamente nel bosco vero e proprio, sotto le fronde di abete rosso e pino silvestre, decorate da festoni di licheni argentati. Si giunge al termine col sole che sta per tramontare, stanchi e bagnati ma felici.
Si torna a Bolzano dove in serata ci aspetta la cena con i camerati del Bar8. La prima Nazionale della Muvra non ha tradito le aspettative.

 
 

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10 Ottobre 2009

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