La Muvra - Scheda: [21/02/10] Monte Turchio
Scheda: Monte Turchio
 
  Monte Turchio
Data: 21 Febbraio 2010
Ritrovo: Avezzano Uscita A25
Ora: 7.30
Organizzato da: La Muvra Abruzzo
Tipologia: Escursione
Difficoltà: EAI
Dislivello: 498 metri circa
Durata: 4 ore circa

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di Ercole M.

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Non poteva cominciare sotto migliore auspicio la prima escursione su neve della sezione laziale/abruzzese de La Muvra: dopo giorni di pioggia incessante, bufere e grandine un po’ in tutto il Centro Italia, l’alba di domenica 21 febbraio ci preannuncia una giornata splendida, ideale per la nostra uscita. Mentre il sole del mattino si affaccia sui picchi innevati del Parco Nazionale d’Abruzzo, ci dirigiamo in auto verso il punto di partenza dell’escursione, ossia il Passo del Diavolo, nel Comune di Gioia dei Marsi. Il luogo, dal nome decisamente evocativo (si narra che, in un passato non ben precisato, vi sia stata avvistata una strana creatura, met� umana e met� taurina), � situato ad un’altitudine di 1400 mt, e si raggiunge percorrendo stradine innevate, che si inerpicano tra i boschi fino al paese di Gioia Vecchia, ormai quasi disabitato. Giunti a destinazione, nei pressi di un rifugio chiamato, e non poteva essere diversamente, Del Diavolo, parcheggiamo le automobili.
Possiamo finalmente cogliere con lo sguardo la m�ta della nostra escursione: la vetta del Monte Turchio (1898 mt s.l.m.), che raggiungeremo tenendoci sempre sulle creste, alcune coperte da un discreto strato di neve, altre abbastanza scoperte, a causa dei forti venti e di qualche recente pioggia. Saliremo servendoci di diversi tipi di attrezzatura; alcuni di noi affronteranno infatti la salita (e soprattutto la discesa!) con gli sci da alpinismo, altri con le racchette da neve o ciaspole, mentre i pi� temerari si avventureranno lungo il percorso con i soli scarponi da trekking invernali. Non appena i pi� esperti del gruppo hanno scelto il tragitto migliore, ci mettiamo in marcia superando rapidamente gli ultimi lembi di una faggeta spoglia, attardandoci di tanto in tanto per ammirare il panorama sotto il sole splendente, e per seguire le orme lasciate dagli animali del bosco durante la notte appena trascorsa. L’ascesa � piacevole ma certamente impegnativa, e la fatica riesce ad attardare qualcuno un po’ fuori allenamento. Ma superate le pendenze pi� aspre, il percorso si fa pi� lineare, la neve pi� profonda e la vetta con le sue due croci sempre pi� vicina, finch� finalmente il sentiero termina nel panorama mozzafiato della Piana del Fucino, incorniciata dalle due Signore dell’Appennino centrale: il Velino e il Gran Sasso. Il consueto minuto di raccoglimento rivolti a Nord questa volta ha una dedica particolare.
Nonostante il freddo pungente ci attardiamo parecchio sulla cima, per riempirci gli occhi della meraviglia che si staglia sotto di noi, sullo sfondo delle nostre bandiere distese dal vento. Dopo uno spuntino leggero, consumato appena qualche metro pi� in basso, ci accingiamo ad affrontare la discesa vera e propria, con i “camminatori” che percorrono a ritroso il sentiero dell’andata e gli sciatori che si avventurano attraverso il crinale innevato attraverso la via pi� emozionante.
E la discesa con gli sci ripaga, come sempre, la fatica, si scivola velocemente dalle prime creste, per poi affrontare un piacevole “muro” finale ed arrivare con un poco di anticipo sul resto della truppa che affronta la discesa a piedi e con le ciaspole, tornando sui medesimi passi della salita, discesa che si svolge rapidamente, con le gambe pi� stanche ma col cuore saldo e rinfrancato dalla cima appena toccata, in silenzio e con la consapevolezza di aver vissuto una giornata entusiasmante, si ripercorrono le tracce fino a vedere il rifugio e le nostre macchine per giungere sul pianoro finale.
Quando si torna nuovamente al Passo del Diavolo sono le prime ore del pomeriggio; c’� tutto il tempo per quattro chiacchiere ed una bevanda calda, prima di tornare a casa, forse con un pizzico di malinconia nel salutarci, ma con il cuore arricchito da una nuova ed intensa esperienza vissuta sotto lo stendardo de La Muvra.

 
 

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21 Febbraio 2010

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