La Muvra - Scheda: [17/04/11] Monte Fenera
Scheda: Monte Fenera
 
  Monte Fenera
Data: 17 Aprile 2011
Ritrovo: Novara, Strada Biandrate (davanti al Centro Commerciale San Martino)
Ora: 10.00
Organizzato da: La Muvra Piemonte
Tipologia: Escursione
Difficoltà: E
Dislivello: 469 metri circa
Durata: 2 ore per vetta circa

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di Ivan C.

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Diciassette aprile duemilaundici: l'escursione sul Monte Fenera. A un mese esatto dall'uscita nel parco del Ticino ora ecco il gruppo intraprendere la salita sui monti della Valsesia. Primo obiettivo: il Fenera. Una montagna isolata a forma di panettone posta all'imbocco della Valsesia. La parte settentrionale � circondata da un semicerchio di piombanti pareti rocciose, quella meridionale coperta da fitti boschi, la cima pi� alta: 899 metri, detta anche Punta Bastia, � caratterizzata da un'alta croce in muratura eretta nel 1906 e di recente restaurata. Il sentiero che abbiamo scelto di intraprendere � quello ad anello, il migliore per esplorare il monte in tutti i suoi aspetti, dalle ripide salite che troviamo all'andata alle grotte che costeggiamo nella strada del ritorno. Una volta tutti presenti al punto di ritrovo finalmente si pu� partire. E' una bella giornata, purtroppo non molto limpida, infatti una volta arrivati in vetta non riusciremo ad avere una buona visione del Monte Rosa. Poco importa, siamo in viaggio e stiamo per dare il via a questa giornata. Dopo circa un'ora di macchina arriviamo ad Ara dove lasciamo le macchine. Una volta partiti e dopo aver percorso per un breve tratto il paese la prima tappa � alle grotte, attraversate dal torrente Magiaiga. Il tempo di qualche foto e torniamo per un breve pezzo sui nostri passi per poi svoltare nel fitto bosco e iniziare a salire lungo il sentiero n°771 che inizialmente in lieve salita diventa pi� ripido mano a mano che lo percorriamo e ci� comporta frequenti soste per riprendere fiato. Il sentiero ora si imbatte in un affioramento roccioso, le tracce si fanno incerte, ma noi continuiamo a proseguire. Terminato il pezzo con una rilevante difficolt� approdiamo a quota 625 metri sulla dorsale sud orientale del Fenera dividente la valle del Torrente Magiaiga da quella del Sesia. Ancora 15 minuti di cammino e si arriva a quota 730 metri da dove il sentiero diventa pressoch� pianeggiante per raggiungere in 5 minuti il pianoro a quota 780 metri sull'itinerario turistico proveniente da Colma. Seguendo questo itinerario in 20 minuti di cammino si arriva in cima. Le frequenti soste lungo il tragitto hanno comportato un ritardo sui nostri piani ma, ora siamo in vetta e possiamo ammirare il paesaggio. Il Sesia scorre alla base del monte e sul suo tragitto si possono vedere i paesi stabilitisi lungo il suo corso. A titaneggiare sulla cima del monte c'� una croce alta una decina di metri posta in quel luogo oltre un secolo prima del nostro passaggio. E' il momento di una breve sosta. Ci rifocilliamo per recuperare un p� di energie, ci compiaciamo del raggiungimento del nostro obiettivo: la vetta, ancora un attimo di riposo ed � ora di ripartire. A causa delle poco chiare informazioni pervenuteci dalla cartina smarriamo momentaneamente la giusta direzione, ma, con bussola alla mano e cartelli informativi riusciamo a recuperare la giusta via. Ora � il momento della discesa, prendiamo il sentiero n° 769 che conduce a Fenera S.Giulio, � un tratto parecchio impegnativo, un fitto strato di foglie ha ricoperto il sentiero ed � molto facile scivolare. Continuando con perseveranza arriviamo in prossimit� della prima grotta che si affaccia lungo il nostro percorso: il Buco di Bonaccia. L'accesso a questa come alle altre grotte � proibito e l'ingresso � negato da un cancello a causa della pericolosit� e dell'interesse storico dei ritrovamenti che vi sono stati in esse. Continuiamo.. Costeggiando la montagna in un sentiero ripido e tortuoso arriviamo alle grotte successive accanto alle quali, salendo una scala a pioli si arriva al rifugio dove possiamo finalmente riempire le borracce e godere di un ottima visuale. Con una buona scorta d'acqua possiamo ora incamminarci lungo il sentiero n°780 e terminare la nostra uscita. La luce del sole passa attraverso i rami di una fitta vegetazione mentre usando le catene poste nei tratti pi� difficoltosi ci facciamo strada lungo il versante della montagna. Il sentiero � parecchio trascurato, una scalinata in legno al Passo dell'Uomo Storto � completamente distrutta dal disuso e da una frana complicandoci il passaggio ma in breve l'ostacolo � superato. Pi� avanti la storia si ripete: degli alberi caduti bloccano il sentiero, bisogna aggirarli. Ormai la parte difficile � passata, dopo aver attraversato il letto di un torrente e superate le rovine della chiesa di S.Quirico percorriamo gli ultimi tornanti per arrivare finalmente in paese. In questo momento, mentre la giornata volge alla fine un ultimo sguardo al monte � doveroso, la soddisfazione � grande guardandolo dalla sua base, l'obiettivo � stato raggiunto, ogni ostacolo del cammino � stato superato. In poche parole: l'uscita ha avuto buon fine. 

 
 

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17 Aprile 2011

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