La Muvra - Scheda: [22/05/11] Pizzo Deta (Monti Ernici)
Scheda: Pizzo Deta (Monti Ernici)
 
  Pizzo Deta (Monti Ernici)
Data: 22 Maggio 2011
Ritrovo: Uscita A1 Frosinone
Ora: 7.44
Organizzato da: La Muvra Lazio
Tipologia: Escursione
Difficoltà: E
Dislivello: 890 metri circa
Durata: 5.30 ore circa

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di Nebulah

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Il suono della sveglia alle 4:30 di domenica mattina, per qualcuno pu� essere peggio di un pugno nello stomaco. Ma la prospettiva di una giornata come quella organizzata da La Muvra Lazio sui Monti Ernici pu� riuscire a smuovere dal torpore mattutino anche le anime pi� pigre! Ed � cos� che, nel grigiore dell’alba romana, ci troviamo tutti puntualissimi al luogo convenuto. Questa volta il gruppo muvrense risulta particolarmente nutrito, e vede anche la gradita partecipazione di molti giovanissimi, alcuni dei quali alla loro prima esperienza con l’escursionismo montano. Comincia cos� il lungo viaggio verso il punto di partenza dell’escursione, la localit� Prato di Campoli nel comune di Veroli (FR); nonostante le difficolt� inaspettate incontrate lungo il percorso in auto (la segnaletica locale, molto scarsa e spesso ambigua, e una ruota forata), raggiungiamo Prato di Campoli quando sono appena le nove del mattino, dopo esserci ricongiunti con gli altri partecipanti provenienti dall’Abruzzo. Gi� qui, a 1200 m di altezza, il luogo ci appare spettacolare: una vasta conca erbosa costellata di fiori gialli si estende davanti a noi, circondata su ogni lato dai monti coperti di faggio. Il colore verde, in mille sfumature che brillano al sole nella debole foschia mattutina, domina il paesaggio circostante, incontrandosi con l’azzurro carico del cielo proprio lungo la cresta dei monti che ci apprestiamo a scalare. Con lo sguardo rapito da tanta meraviglia, ci avviamo attraverso il prato raggiungendo in breve le prime propaggini del bosco, dove imbocchiamo il sentiero che porta a Pizzo Deta. Il percorso verso la vetta � forse uno dei pi� belli di tutto il Lazio: tratti di bosco fitto si alternano a radure fiorite e a fianchi rocciosi privi di alberi, dai quali la vista pu� spaziare sull’intera vallata nel versante laziale della catena montuosa. Nonostante il gruppo numeroso e le molte nuove leve, si procede abbastanza rapidamente tanto che, dopo poco pi� di un’ora, ci troviamo a superare il limite degli alberi per affrontare la parte pi� impegnativa della salita. Qui infatti il fianco della montagna si innalza piuttosto ripido fino alla cresta, ed il sentiero serpeggia attraverso un tappeto uniforme di ginepri striscianti, tra i quali spuntano i cuscinetti blu delle genziane in fiore. Il ritmo della marcia si fa pi� pesante e la fatica comincia a farsi sentire, ma lo sforzo � ben presto ripagato dal panorama mozzafiato che ci si apre davanti non appena raggiunta la cresta. Sotto di noi, sul versante abruzzese, la catena dei monti Ernici scende a strapiombo tra nevai, ghiaioni e boschetti, fino alla valle circondata da alcune delle principali cime dell’Appennino Centrale (Monte Viglio, il Velino e, lontanissima all’orizzonte, l’imponente mole della Maiella). L’ascesa prosegue ancora costeggiando la cresta, e la croce di Pizzo Deta, a 2041 m s.l.m., viene presto raggiunta da tutto il gruppo che, prima di rilassarsi, si raccoglie in silenzio, nel ricordo commosso della tragica scomparsa avvenuta pochi giorni prima. La sosta in vetta � lunga e piacevole, ci si rifocilla in allegria e si riflette leggendo brani significativi di libri che alcuni hanno portato con s�. Ma le nuvole minacciose che si addensano all’orizzonte ci fanno capire che � tempo di rimettersi in marcia per tornare a valle poich�, come spesso accade in montagna, il sole sta per lasciare il posto al maltempo. Ed infatti facciamo appena in tempo a superare la parte pi� ripida ed esposta della montagna, che un copioso acquazzone ci si riversa addosso, senza per� crearci grossi problemi (siamo tutti bene attrezzati!). Al contrario, il cambiamento del tempo ci consente di ammirare un altro volto della natura circostante, liberando inoltre intensi profumi dal sottobosco della faggeta. Raggiunte le auto, ci concediamo come sempre qualche momento spensierato di fronte ad una birra, prima di riprendere, ormai a sera, la strada verso casa. Questa escursione, forse pi� di tutte le precedenti, ci ha lasciato nel cuore un ricordo profondo: il ricordo di una giornata vissuta in pieno spirito comunitario, ed in armonia con le bellezze della Natura. 

 
 

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22 Maggio 2011

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