La Muvra - Scheda: [19/06/11] Vallo di Lauro
Scheda: Vallo di Lauro
 
  Vallo di Lauro
Data: 19 Giugno 2011
Ritrovo: Uscita casello Nola/SS7 direzione Avellino
Ora: 8.00
Organizzato da: La Muvra Campania
Tipologia: Escursione
Difficoltà: E
Dislivello: 830 metri circa
Durata: 4.30 ore circa

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RESOCONTO

di Alessio

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Eccoci qua, un altra escursione effettuata nella nostra stupenda regione, andando come da programma in un'altra provincia , dopo quella di Napoli e quella di Salerno questa volta siamo andati su una montagna in provincia di Avellino, non abbiamo scelto a caso il sentiero 400 cai che dalla valle di lauro porta al pizzo d'alvano, un sentiero relativamente facile per non affaticare i nuovi arrivati e difatti una parte iniziale del percorso si svolge su una strada di servizio per i coltivatori locali della famosa “nocella” ai pi� conosciuta come nocciola, fonte di lavoro e di guadagno per l'intera zona dell'parco del Partenio-vallo di lauro e Baianese. La sveglia suona e come di consueto un rapido sguardo al clima � dobbligo per avere conferma delle previsioni del tempo le quali promettevano sole su tutta la zona, il sole c'� e gia si sente che sar� una giornata calda, appuntamento al solito posto alla solita ora, stranamente tutti puntuali svolte le parti burocratiche ci metttiamo in macchina e prendiamo la direzione del Vallo di Lauro per arrivare alla frazione di Quindici denominata Beato da cui parcheggiati i veicoli incominciamo la salita, il percorso si snoda su una serie di tornanti che nonostante il paesaggio monotono si rende interessante per la comprensione dellla coltivazione a terrazza dei noccioleti che costeggiano tutto il tratto e della fatica dell'uomo per il lavoro della terra e dei suoi frutti.Lungo la salita incontriamo una sola costruzione che per la sua peculiarit� e la locazione attir a la nostra attenzione, una Tomba grande come una villa ove riposano diversi elementi della stessa famiglia ma....in stato di abbandono totale!!!Dalla quota di 230 m/slm siamo arrivati alla prima tappa in quota 1.035 m/slm, da dove  finalemte si riesce ad ammirare una porzione del paesaggio immenso che si affaccia sull'agronocerino-sarnese attraverso degli scorci tra gli alberi, finalmente non solo noccioleti ma la pi� variegata flora tipica della zona mediterranea, scorci che sembrano della terrazze a strapiombo essendo costruite appositamente per fermare gli smottamenti essendo noi perpendicolari al tristemente versante da cui anni fa venne gi� una valanga di fango che sommerse il paese di Sarno provocando centinaia di vittime tra la popolazione.Proseguendo il percorso ci siamo ritrovati finalmente ad uno svincolo ove prendendo ad una biforcazione il lato sinistro , in direzione di una costruzione Rosso Pompeiano da dove salendo una serie di tornanti si raggiunge la vetta del monte Alvano da cui si pu� ammirare tutto il paesaggio circostante avendo una visuale a 360°  di tutta la zona e  dei monti e delle valli che la circondano arrivando a vedere le cime pi� lontane ma....per farlo ci deve essere una giornata di bel tempo, noi dopo tutta la salita sotto un sole cocente che solo l'ombra dei famosi arbusti ci offriva riparo, questa fortuna non l'abbiamo avuta poiche quelle nubi che all'apparenza erano solo all'orizzonte lontano nel giro di poco tempo son arrivate da noi, come ospiti non invitati, trasportate dai venti di quota nel giro di un attimo hanno coperto tutto come un velo impedendoci di godere di tale vista.... sar� per la prossima volta ma nel frattempo ne approfittiamo per rifocillarci al riparo di una costruzione artigianale che pur essendo spartana � colma di segni che la identificano come luogo di ristoro e riposo per la gente della zona e come luogo di svago per tutta la famiglia nei giorni di festa ove fare lauti banchetti.Inizia la discesa e con essa il vero e proprio sentiero 400, il versante volto a oriente non essendo zona di coltivazioni � finalmente pi� consono alle nostre aspettative, diverse variet� di vegetazione ci offrono uno spettacolo della natura e dei suoi colori e odori come ad esempio i giganteschi cespugli di ginestre dai caratteristici fiori gialli e dall'inconfondibile fraganza.Il bel tempo scendendo di quota � tornato a farci compagnia e ci accompagner� fino alla fine.Il sentiero purtroppo in certi tratti � poco segnalato e se non lo si conosce c'� il rischio di sbagliare direzione, non essendo un “famoso” sentiero il cai gli presta poca attenzione, un rischio che comunque a noi non ci tocca poiche anche nei brevi tratti dove potevamo avere dubbi pur conoscendo il percorso abbiamo esaminato i segni lasciati dai nostri predecessori e mai avuto problemi.Dsicendendo i primi tornanti ci si ritrova alla misura altimetrica dei terrazzamenti di cui sopra ma diversamente da prima invece che affacciarci sull'agronocerino siamo arrivati alla “fossa delle piane” un altopiano che si estende su diversi metri di lunghezza e che viene usato come area di pascolo della zona, il nostro fotografo decide di avere un incontro ravvicinato con un ambasciatore della fauna locale , ottenendo un snobbato riscontro dal bovino che imperterrito continua a ruminare senza prendere in considerazione noi foresti, ma decisamente pi� socievole del pecoraro che incontriamo poco pi� avanti.Proseguendo il sentiero ricomincia la discesa che ci posrta a valle con il consueto alternarsi di tornanti fino ad arrivare alla fine del percorso in localit� Torrevecchia a ridosso dell'abitato di Quindici, paese anchesso tristemente famoso per gli smottamenti di qualche anno fa, da qui ci incamminiamo per fare ritorno ai veicoli  attraversando il “centro” cittadino che probabilmente � rimasto invariato nel cosro degli anni e che si presenta come un insieme di piccole abitazioni dove, essendo incuneato nella valle e non avendo altri sbocchi o vie di transito, gli unici fruitori sono gli abitanti stessi e forse noi unici estranei siamo gli unici che lo attraversano da molto tempo e gli sguardi torvi della cittadnanza ne danno chiaro segnale, senza contare il lancio  da un balcone di una cipolla (si proprio l'ortaggio) verso la nostra direzione, “forse” dovuto a il dipetto di qualche bambino...lasciatoci alle spalle questo spiacevole episodio proseguiamo per attraversare un altra frazione minore composta da poche casupole e finalmente arriviamo alla fine del percoso, ma non alla fine della giornata poiche riprendendo le macchine ci avviamo verso il centro abitato di Lauro, storicamente famosa cittadina che con il suo caratteristico castello � luogo di attrazione per chiunque passi o venga apposta a vederlo, purtroppo non abbiamo il tempo di visitarlo al suo interno ma non mancheremo di farlo al pi� presto.Una birra in compagnia per rinfrescarci e per brindare alla buonariuscita di questa ennesima escursione e ci avviamo sulla via del ritorno e relativi saluti finali.Il solito ringraziamento d'obbligo al nostro fotografo ufficiale e al nuovo arrivato tra noi, suo padre.

 
 

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19 Giugno 2011

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