La Muvra - Scheda: [15-16-17/07/11] Raduno Nazionale 2011
Scheda: Raduno Nazionale 2011
 
  Raduno Nazionale 2011
Data: 15-16-17 Luglio 2011
Ritrovo: Zona autoporto (esattamente subito dopo l'uscita autostradale di Aosta
Ora: 12.00
Organizzato da: La Muvra Abruzzo, La Muvra Valle D'Aosta
Tipologia: Escursione, Arrampicata, Evento
Difficoltà: -
Dislivello: -
Durata: 3 giorni

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RESOCONTO

di Simone M. e Ivan C.

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E’ incredibile come cambi la percezione del tempo a seconda di ci� che facciamo. 3 giorni in ufficio o in fabbrica, a soffocare nel caldo cittadino, sembrano infiniti. Invece 3 giorni sulle vette, a respirare l’aria sottile dei monti, volano via come un bel sogno.

Se poi i 3 giorni li passi insieme ai tuoi fratelli, ecco che la ricetta � pronta, i 3 giorni passano in un lampo e lasciano dentro di te un ricordo magico, un senso di felicit� e completezza difficile da dimenticare.
Tra venerd� 15 e domenica 17 luglio 2011 si � svolto il secondo raduno nazionale de La Muvra, il gruppo escursionistico di quella fucina di bellezza che � Casapound Italia. Va detto, nonostante minacce e promesse di contestazioni da parte dei soliti morti-che-camminano.
Dopo il raduno dell’anno passato, tenutosi in Abruzzo, quest’anno ci si � spostati verso il Nord, precisamente in Valle d’Aosta, Valgrisenche.
Il gruppo composto da persone provenienti da tutta Italia si avvia venerd� sulla sterrata che porta alla “base” che ci ospiter� per questa tre giorni: il rifugio Chalet de l’Ep�e. La sterrata � una lunga strada in salita, molto panoramica, che porta ai 2300 metri del rifugio. Che bello abbandonare, sia pure per poco, le soffocanti strade della citt�, lasciarsi alle spalle le preoccupazioni che, a ben vedere, sono poca cosa, per immergersi in scenari spettacolari, e respirare a pieni polmoni la vita.
Il rifugio � immerso in una pittoresca conca, con un panorama di vette a 360°. Poco oltre, si innalza una fascia rocciosa alta una ventina di metri, che si estende per circa cento metri. Qui sono state chiodate delle vie di arrampicata, ed � l� che il pomeriggio di venerd� alcuni di ardimentosi si recano per mettersi alla prova con la roccia. S�, perch� la Muvra non � soltanto escursione, ma anche arrampicata, la forma probabilmente pi� pura di “lotta con la montagna”.
Questo era per� soltanto il primo assaggio di quello che sarebbe stata la tre giorni, che prevedeva camminate, arrampicate, conferenze.
La sera fugge via velocemente, tra risate, un po’ di vino e la visione del nuovo filmato di presentazione de La Muvra divisione arrampicata. Molto ben fatto e coinvolgente, bisogna dire. Poi, alle undici e mezza tutti a nanna, siamo in un rifugio ed i ritmi sono ovviamente diversi da quelli “normali”. Anche perch� domani ci aspetta la prima escursione.
La sveglia suona presto, alle sette, anche se qualcuno pensa di anticiparla ulteriormente mezz’oretta prima .
Dopo un’abbondante colazione, alle otto e mezzo si parte puntuali, tutti insieme, per l’escursione quotidiana.
Bisogna raggiungere i 2860 metri circa del bivacco Ravelli, per un totale di 500 metri circa di dislivello.
La prima parte del sentiero � all’ombra, tanto che l’aria frizzantina del mattino ci costringe tutti ad indossare le felpe. Dalle prime posizioni del gruppo � bellissimo girarsi e vedere un lungo serpentone di montanari che si snoda sul sentiero. L’escursione non � una gara, si procede compatti, per assaporare uniti quello che la natura montana ci offre.
Dopo un pezzo tra sali e scendi, il sentiero si inerpica decisamente su per una valletta. E’ qui che ci raggiungono i ragazzi trentini, che potevano arrivare soltanto oggi,giungiamo prima in una stupenda valletta con laghi, per poi innalzarci lungo una cresta vertiginosa verso il nostro obiettivo, che appena si intravede l� in alto. Il panorama � titanico, dei ghiacciai giganteschi fanno da corona al nostro procedere.
Vero le 11.30, dopo circa 3 ore di cammino, raggiungiamo finalmente la meta, un piccolo bivacco di lamiera con 6 posti letto. Immediatamente viene issata la bandiera con la tartaruga, quel simbolo che ogni giorno ci sprona e ci guida. E’ tutto talmente bello che sembra di essere in uno di quei film sull’amicizia e sul coraggio.
Ma le emozioni non sono terminate: la fame (e la sete di un buon vino) � molta, ma prima � doveroso un minuto di silenzio per rendere omaggio, da queste vette, ai nostri caduti, ai fratelli che ci hanno preceduto. Brividi su tutto il corpo e la sensazione che qualunque cosa accada non saremo mai soli.
Finalmente possiamo ristorarci e riposarci, ma prima di scendere ogni coordinamento presenta la propria lettura o spunto. Tra Mauro Corona, Lammer, e pensieri propri, questo momento di condivisione aiuta a capire le varie sfaccettature della montagna e del salire le vette; ascoltare mentre da lass� arriva il rumore del ghiacciaio che si spacca rende tutto ancora pi� maestoso.
La discesa avviene dallo stesso sentiero dell’andata; non ci sono particolarit� da segnalare, il tempo va via in fretta, e verso le tre siamo nuovamente al rifugio. Ma siccome non v’� sosta, non v’� tregua, non v’� sonno, via subito verso la parete, per una seconda sessione di arrampicata.
Questa volta i partecipanti sono decisamente di pi� rispetto al giorno prima. Da segnalare la prestazione delle ragazze “scalatrici”, che salgono con una grinta veramente invidiabile.
Andiamo via un attimo prima che inizi una fastidiosa pioggerellina.
Questa lunga, bellissima giornata sta per concludersi: cena e conferenza con Augusto Grandi e Lorenzo Scandroglio. Molti i temi toccati: in particolare quello di comunit�, che � poi ci� che ha reso speciale questa tre giorni. La comunit� di fratelli uniti tutti dalla stessa gioia e passione.
Il sonno giunge come gradito conforto al termine di questa lunghissima, sfiancante ma appagante giornata.
Ha inizio il terzo giorno del raduno ,le condizioni metereologiche sono rimaste pressoch� inalterate dalla sera precedente, una fitta pioggia continua a cadere sui monti della Valgrisenche e una lieve foschia rende difficile vedere il paesaggio circostante. Bisogna organizzarsi sul da fare. Alla fine si decide di cambiare itinerario e sceglierne uno pi� indicato alla giornata, la scelta ricade su un percorso della percorrenza di circa un paio d'ore pi� accessibile che porta al Col Fenetre ( m. 2840) che guarda dall'alto la valle dove, nei due giorni precedenti i ragazzi hanno trovato un luogo di ritrovo e di riposo al termine delle precedenti uscite. Bisogna partire, alle 9 circa incuranti della pioggia carichiamo gli zaini sulle spalle e partiamo. Il primo pezzo � lievemente ripido, costeggiato sulla destra da un torrente e sulla sinistra dalla parete di roccia che alcuni di noi hanno scalato la sera precedente, poco prima che iniziasse il maltempo. Superato il primo pezzo, di una lieve difficolt� ora le cose si semplificano percorrendo un verde prato pressoch� in piano. Questo tratto dura circa una mezz'ora e non presenta nessuna particolare difficolt�. Iniziamo a scorgere una pietraia sulla quale sono presenti ancora alcune zone innevate. Continuiamo a camminare seguendo il sentiero che in un paio di tratti � interrotto dallo scorrere di un ruscello arrivando in una zona rocciosa che ci condurr� fino alla fine del nostro itinerario. Percorso il primo pezzo di questa salita mediamente ripida � il momento di una breve pausa per riprendere fiato e per indossare degli impermeabili dato che, dopo un attimo di tregua, la pioggia ricomnicia a cadere. Potrebbe essere un problema percorre questo tratto su rocce bagnate che costeggiano il versante della montagna lasciandoci al di sotto una ripida discesa ma, armati di forza di volont� e con un passo deciso, come il nostro intento di raggiungere l'obiettivo non ci facciamo spaventare e continuiamo, un tornante dopo l'altro a salire. Guardando indietro � ormai impossibile vedere il rifugio Epee, il nostro punto di partenza, mentre una fitta coltre di nebbia mossa dal vento sembra quasi seguirci, lasciando dietro di noi il nulla, come a stabilire che indietro non si pu� pi� tornare, si pu� solo continuare il cammino. Ed � allora che accade una cosa a mio avviso straordinaria. Alzando gli occhi verso il Col
Fenetre , ovvero il nostro punto di arrivo un rapace, molto probabilmente un'aquila si libra nel vento e come nelle antiche tradizioni marinare quando nei racconti si narrava di gabbiani che preannunciavano l'avvicinamento alla terra a chi andava per mare lo stesso vale per noi, perch� alla fine anche noi “andiamo per mare” in questo oceano silenzioso sulle vette. Oramai manca poco, un ultimo sforzo e arriveremo, il pezzo finale � il pi� ripido mai affrontato finora ma infine ce la facciamo. Dopo gli ultimi passi di salita ci si presenta davanti un paesaggio mozzafiato. Lo stretto punto di arrivo si affaccia su un altro versante della montagna assai pi� ripido che, percorso da una fitta coltre di nubi sembra quasi a monito della fine della strada. Oltre questo punto il nulla..
La soddisfazione � enorme. Ora piantiamo la nostra bandiera sulla vetta, siamo arrivati fin qua a dispetto di chi non ci avrebbe voluti, ora la nostra bandiera � mossa dal vento in tutta la sua bellezza. Ci concediamo un minuto di silenzio, per meditare sull'impresa che abbiamo compiuto, per ringraziare silenziosamente chi ci ha dato la forza di arrivar fin quass�, chi vorremmo avere qui con noi. Lo sguardo di tutti i presenti � rivolto verso l'alto, il silenzio regna, la pioggia battente cade su noi, sulle rocce.. come fossimo una cosa unica, come se percorrendola fossimo diventati parte della montagna, un'unica cosa con lei. Dopo questo momento cos� intenso possiamo ora iniziare la discesa. Il passo � veloce e il silenzio regna ancora, non si sentono pi� le voci che c'erano all'andata ma solo il rumore degli scarponi sul sentiero roccioso. Forse � la stanchezza,forse il fatto che stiamo ancora pensando all'impresa che abbiamo compiuto tutti noi, insieme. Forse � successo che a persone che danno molta importanza alla parola “donare”sia stata la montagna a donar qualcosa. Ci rendiamo conto di quanto quelle vette siano state importanti per noi in quei pochi giorni, persone che non si erano mai parlate ora hanno trovato l'occasione buona, accomunate da questa passione, in fondo superare queste imprese non � stato solo un'occasione di crescita interiore ma anche utilissima a cementificare il nostro gruppo, le amicizie, le nostre conoscenze ora son pi� forti. Ed era questo l'obiettivo che si voleva raggiungere.

 

 
 

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