La Muvra - Scheda: [01-02-03-04/08/13] Raduno Nazionale La Muvra 2013
Scheda: Raduno Nazionale La Muvra 2013
 
  Raduno Nazionale La Muvra 2013
Data: 1-2-3-4 Agosto 2013
Ritrovo: -
Ora: -
Organizzato da: La Muvra Marche
Tipologia: Escursione e Evento
Difficoltà: -
Dislivello: -
Durata: 4 giorni

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RESOCONTO

di Davide

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 Ogni viaggio,qualsiasi sentiero inizia sempre con il primo passo .Sar� per il caldo o forse per uno strano spirito che ti porti dentro,nel profondo di te stesso ,che ti ritrovi con il tuo compare nel cuore delle Marche con uno zaino in spalla e quel dialetto siculo che fa sorridere la ragazza dietro il bancone del bar ,con un panama in testa che ti ripara dal sole .Mentre le mattonelle di Amandola brillano alla luce del primo pomeriggio giungono da noi dei ragazzi di Ascoli che ci trasferiscono in delle stanze a Isola San Biagio,frazione,una tra mille ,di Montemonaco .Intorno a noi tutto � verde ,talvolta qualche campo di girasole riscalda di colore e ampie zone di luce provenienti dai varchi di montagna illuminano tutto .Il sottofondo musicale �  la marcia della 600 di Orfeo,che � dura ,gratta ,ma sale rapida tra le curve e i tornanti di montagna.
Volti sereni quando arriviamo a destinazione, “Ciao”declinato in ascolano ,bolognese e romano ,occhi amici di chi si ritrova infamiglia .A cena ci ritroviamo tutti in una grande sala ,del buon vino e una cena al sapore di tartufo ,funghi e pasta al pesto ci rigenerano .L’aria sul patio davanti l’ingresso della sala � molto fresca ,qualcuno indossa anche la felpa ,qualcun altro la giacca antivento .Il buio della notte presto copre tutto l’orizzonte verde e il vino pieno chiama una sigaretta ,e quando il fumo s’alza in aria e vola sulla teste degli altri seduti sulle panche di legno ,senti dei sorrisi di donna .La bellezza di momenti semplici che ti fanno sentire a casa anche quando non si sei  .Ancora qualche risata ,qualche stretta d’avambraccio per gli ultimi arrivati .Qualche ombra inizia a fare strada verso la propria stanza e si perde oltre la discesa,il patio piano piano si svuota .Domani la sveglia suona alle 6.30.

2 AGOSTO.MONTE SIBILLA.
La sveglia suona puntuale e un po’ di luce entra dalla finestra .Ci vestiamo in fretta e controlliamo lo zaino :borraccia ,giacca antivento ,impermeabile ,crema solare ,e l’immancabile panama .Elemento quest’ultimo che ci accompagna da Montrappone e che suscita la curiosit� di Ercole : "E' il cappello ufficiale de La Muvra Sicilia" ?
Col sorriso scendiamo nel patio ,rumore di stoviglie ,odore di caff� e una frenesia gioiosa di preparativi che precedono l’escursione .Chi controlla lo zaino ,chi riempie la borraccia ,chi si passa un po’ di crema solare sul viso ,del resto il sole gi� riscalda l’aria ed � forte sulla pelle.Caff� ,latte ,succo  di frutta ,e siamo tutti pronti.
Due panini a testa ,di cui uno con la lonza e qualche pesca.Ci incamminiamo verso le macchine quando sentiamo una voce indirizzata verso di noi : “venite con noi?”  .E’ la voce di Cristiana ,e insieme a lei conosciamo anche Guido .Animi gentili dall’accento romano e dallo sguardo forte .Scambiamo qualche chiacchera e in pochi minuti raggiungiamo il rifugio di Monte Sibilla ,situato a 1540 m.s.l. .
Il Monte � avvolto in una leggenda di epoca medievale.Secondo quest’ultima ,infatti ,nella sommit� del monte � presente una grotta  ,dove vive la Sibilla .Si racconta che un cavaliere errante  si rec� dalla Sibilla Picena per conoscere l’identit� delle sue origini ma quest’ultima lo trattenne sull’uscio della caverna per un anno ,in attesa della sentenza .Esiste anche un dipinto di De Carolis ,che nella parte alta del reca la scritta tratta dall’Eneide  : "Ne cede malis adventior it",vai avanti con coraggio e non cedere alle avversit�… La Sibilla diventa oracolo e profezia di questa escursione…
Si procede verso l’alto ,alla testa del manipolo c’� Leonardo.L’ascesa nel primo tratto � molto ripida ma non particolarmente difficile e superato un sentiero pieno di ciottoli di tutte le dimensioni si cammina su terreno battuto .Intorno a noi � tutto verde e spostando lo sguardo verso il basso la terra � ricoperta dal bosco ,pi� in alto il cielo � azzurro  ,prodigio di colori e di profumi .Tira un vento leggerissimo ,il sole riscalda le pelli ma non rallenta la marcia.Giungiamo nella sommit� di una cresta ,da qui in poi il percorso procede in direzione orizzontale ,qui ne approfittiamo per fare una pausa e riprendere fiato.
I muscoli delle gambe scattano in piedi e sollevano gli zaini sulle spalle .La marcia riprende e non manca nessuno ,neanche Frida :il cane di Paolo e Marina ,vera, grande unica mascotte della comunit� ,va avanti e indietro per il sentiero tra le gambe de lgruppo e spesso i ragazzi le concedono qualche carezza .
Procediamo lungo la cresta ovest ,una fila ordinata e colorata procede dritto lungo la cresta ,da una sensazione di forza e volont�…come se quella traversata potesse durare eternamente a quel passo e a quella cadenza ,e con niente immutato nello spirito .Volti giovani che brillano al sole di mezzogiorno .
Il sentiero riprende a risalire in modo molto lieve ,in modo leggero ,ma all’improvviso viene interrotto da una parete di roccia molto bassa  che va comunque oltrepassata arrampicandosi.
Ecco la grotta della Sibilla ,l’aspetto leggendario cede il passo alla visione di un semplice anfratto ricolmo di pietre…non perde comunque il suo fascino.
Oramai la cima non dista che qualche metro .Pochi passi .Una cima a forma di cupola araba con un pennacchio roccioso al centro .Quando La Muvra arriva in cima � un’esperienza forte :ci si schiera uno accanto all’altro con lo sguardo rivoltoverso il Nord . “Una volta arrivati in cima ,non possiamo andare oltre fisicamente ,ma possiamo andare verso il cielo con l’anima “ .Questa escursione,questa cima ,la dedichiamo a Bietto ,un ragazzo che ci ha lasciati.E’ un momento di tensione verso il cielo azzurro .Verso l’infinito e l’eterno.
Ci sediamo in cerchio e leggiamo qualcosa .Ercole legge Eugenio Guido Lammer ,un brano tratto da “Fontana di Giovinezza” ,acuta riflessione sulla montagna e sul pensiero nietzschiano ,di cui l’autore rimane folgorato sul finire dell’ottocento. E la volta di Vincenzo che legge un brano tratto da Farenheit 451 di Ray Bradbury .Fottere il “senatore status quo” ,far sbattere il culo per terra al bradipo lobotomizzato e noioso che alberga in ognuno di noi ,plasmare come un artigiano la nostra vita e la nostra storia,rispettare  il mondo e la natura come la pi� riuscita delle opere di sempre .I ragazzi di Torino leggono un brano tratto dalle avventure di Walter Bonatti ,uno dei pi� grandi alpinisti italiani .Spazio dunque a Guido e alla goliardia del suo racconto sull’ultimaescursione de “La Muvra” lungo la Via dei Marsi .Ridiamo tutti alla luce del sole. Cecilia legge un passo tratto da“Processo alla borghesia” ,un passo breve che mette a nudo una delle “sovversioni”  posteriori al 1789: l’emancipazione da tutto emancipa anche dalle proprie responsabilit� ,cos� un ruolo di comando rappresenta ne pi� ne meno che una fogna del potere, priva di qualsiasi lealt�,fedelt� verso il “principio”  e al tempo stesso verso il popolo. La parola “popolo” pronunciata in quel modo ,da una voce femminile e romana evoca una sensazione tanto strana quanto unica.PO-PO-LO. Con l’ultima sillaba leggera ed elegante.
E’ ora di mettere qualcosa nello stomaco ,mangiamo il pranzo al sacco ,chi divora entrambi i panini, Frida gira avanti e indietro alaricerca di un pezzo di pane e lonza..Siamo pronti per riprendere la discesa ,e in poco pi� di un’ora siamo al rifugio da cui siamo partiti.
Al rifugio un cavallo gioca con uno dei nostri ,sposta uno zaino da terra ed � felice della nostra presenza, un immagine di libert� e gioco prima di tornare a Isola San Biagio .
Tra qualche sbracciata in piscina ,qualche capo lavato in fretta ,una doccia ,un aperitivo con pane e lonza e si fa subito ora di cena .La nostra fame viene saziata da bruschette con crema di tartufo e una braciola…qualche bicchiere di vino .
Mentre ,qualcuno ride ancora, su di un lato della sala qualcun altro ride pi� forte…al centro della tavola c’� una bottiglia con un liquore trasparente ed un’etichetta con scritto “anice”.
“Che sar� mai?,Sambuca?,Tutone?Zamm�?...Pastis?no quello �scuro.” Un ragazzo di Ascoli ti fa cenno di avvicinarti :”Bevi un goccio!”.Un po’ per digerire un po’ per  accompagnare l’ultima sigaretta della serata prima di andare a letto lo butti gi�… Un eruzione in progresso dalla camera pi� profonda dello stomaco si fa strada inalto nell’esofago e ti esplode dagli occhi ,che riflessi sulla bottiglia sifanno umidi e rossi… Le risate esplodono intorno .”Complimenti ,hai conosciuto il Mistr� !” .
Mistr�.”Distillato di vino .Aromatizzato all’anice “ .Chiud igli occhi accanto c’� chi russa ,e un po’ pi� in alto il cielo pieno di stelle,votato all’avventura  in quest’epoca diriposo .Dentro di te le immagini della Sibilla ,un cielo azzurro mai visto...

3 Agosto.
Monte Vettore.
Chiudi gli occhi e li riapri.
Vincenzo � gi� pronto.”La sveglia � suonata ,sono le sei meno un quarto,Buongiorno!” .Dalla finestra entra un’aria fresca ,accarezza il viso e risveglia le palpebre, da la forza di aprire gli occhi e di tendere il braccio verso i piedi del letto per afferrare lo zaino,la borraccia e tutto il resto . Francisco e i ragazzi di Torino sono gi� seduti e fanno colazione .Ci aspetta una lunga escursione 2546 metri . Un bicchiere di succo di frutto ,glucosio e caffeina misti alla volont� di salire ci sollevano da quelle sedie .E’ ancora mattino presto ,c’� poca luce .Corpi nell’ombra che si muovono compatti .Siamo pronti  ad andare …la montagna ci attende.

Il sentiero si apre con una prateria ,le frasche sono secche.Tutto � all’ombra ,ma la roccia davanti a noi � gi� illuminata dal sole,presagio di temperatura alta .In questo momento tira un vento soffice ma freddo ,alcuni tra noi indossano una felpa ,altri una giacca antivento ,i pi�“arditi” stanno a mezze maniche . Dritto davanti a noi il bosco .Fusti sottili ma fitti e foglie verdi smeraldo ci nascondono presto dal resto del mondo.Sotto le scarpe un sentiero fatto di ciottoli bianchi ,rametti, rami e fogliesecche ,intorno un odore acre e amaro .Il profumo della terra .. Ci sono fusti d’albero spezzati con violenza dal furore del vento e dell’acqua ,la via inizia ad irrigidirsi  ,un sentiero accidentato,fatto di pietre grosse e sassi. Si procede in direzione del “Lago di Pilato”,l’ambiente intorno ricorda un po’ i monti siciliani :poco alberati e con una vegetazione bassa e fitta .
Il sole � alto,sulla cresta di un verde monte ,la luce quasi ne corrode i bordi .Effetto visivo unico di chiaroscuri  sorprendenti .Il sentiero � stretto ,due piedi uniti ci entrano a stento ,cos� provi a non pensare al percorso ,davanti c’� lo zaino di Prisca da cui pende il cappellino con il logo de “La Muvra DivisioneArrampicata” .Il Verde domina ancora su tutto e le pendici sono dolci e la prospettiva pi� si sposta verso il sentiero e pi� si arricchisce di massi bianchi ,dello stesso colore dei corpi di roccia, guardiani a veglia della montagna…
Le cicale cantano forte ,lo sguardo, se posto in direzione opposta al sentiero percorso, offre uno spettacolo immenso ,laggi� � la Sibilla!
Viaggiamo a passo rapido ,il cuore pompa e i polmoni sono frenetici .Il fiato si fa vortice di calore ,tra la barba ed il naso .Incontro a noi, una duna di grigio risale la parete della montagna con una base molto ampia…”conoidi di deiezione”…Spazio ad un sorriso a denti stretti.
La maglia � bagnata dal sudore,lubrificante delle sinovie,delle articolazioni e divisa della fatica .”In alto c’� il” Pizzo del Diavolo” dice Ercole,che avanza con la sua schiena scura sulla macchia verde .“Oltre quella collina c’� il lago,manca poco !” –“Ma avevi detto la stessa cosa un’ora fa!” …
Ed ecco il lago davanti ai nostri occhi ,le pareti di grigio si specchiano sulle sue acque e la luce trasforma questa entit� eterna in una grande medaglia d’argento ,coronata dal verde delle cime .
Dieci minuti per scaricare gli zaini e procedere pi� leggeri verso la cima .
Superiamo la parete e il sentiero procede in mezzo al verde,la Montagna inizia a farsi sentire in maniera chiara mettendo a dura prova il fisico.Intorno per�,svela il suo volto elegante,piccoli fiori gialli simili a margherite ,e piccole macchie bianche ,la felice scoperta delle “Stelle Alpine”,leontopodium ,con i petali densi,simili al cotone. “E’ un buon auspicio pergli escursionisti che le vedono per la prima volta” . Quell’immagine s’imprime nella pellicola verde foglia dei pensieri ,un tributo alla gioia e alla vita.Fiori che crescono solo sulla cima dei monti e che raramente vengono viste dagliuomini delle metropoli…
Ancora pochi minuti ,la cima la tocchi con le dita ,ma i lcorpo � allo stremo delle forze .
Ritorna alla mente il “Monte della Sofferenza” di Codreanu.Uno spirito dentro ti invita a desistere.”Ci si pu� fermare “,”siedi qui e riposati “,una bella tentazione .Bella e facile .E’ un limite da superare ;una guerra con te stesso ,da una parte il tuo corpo reale e concreto dall’altro la tua volont� ,solo che questa � solo astrazione .”Quindi cedi,riposati” .Le forze cominciano ad abbandonarti .Poi giunge dentro qualcosa di calmo,un respiro fra tanti ,lento e profondo .Ed ecco che la volont� smette di essere astrazione per diventare in maniera reale e concreta, passo che avanza e sguardo deciso verso la cima .Ritornano le parole del Capo di Cuib :”fonte limpida come il cuore di un amico “,e in questo caso la fonte ha un sorriso,degli occhi come il cielo e si chiama Marina .Stringe l’avambraccio. Siamo in Cima. Siamo la Cima,contutti quei sorrisi mescolati al sudore e alla fatica.
Schierati l’uno accanto all’altro dedichiamo questa vetta a Dominique Venner ,il suicida della “Printemps Francais”, ultimo grande samura id’occidente. “Insorgo contro la fatalit�,contro i veleni dell’anima e contro gli invadenti desideri individuali che distruggono i nostri ancoraggi identitari “. I desideri individuali sono le zavorre lasciate a quota zero e l anostra Notre-Dame � su questa cima dell’Appennino Italiano .In questa vetta riscopriamo dalla polvere la nostra memoria pi� profonda .E in piedi allineati perpendicolarmente all’asse della montagna sentiamo vive le radici della nostra terra e della nostra identit� .La cima offre alla vista distanze sconfinate ,la linea dell’orizzonte � nitida,sottile .Sopra di noi il cielo � azzurro,brilla e vive.
C’� una croce di metallo,piegata dalle intemperie ,accanto un piccolo tricolore e pi� sotto un cassetto con dentro vecchie agende ,dove sono raccolte le dediche di tutti gli escursori giunti fino alla vetta…pagine ingiallite dalla storia ,dal freddo e dalla neve,quest’ultima resiste persino ad Agosto in degli anfratti. Alcune dediche sono assorbite dalla carta e scompaiono ,si asciugano come la neve in primavera…
Queste gambe adesso cercano di frenarsi in discesa,sbandando cadendo e scherzando .Una volta presa velocit� � difficile fermarsi;i muscoli ,i piedi e le articolazioni indolenzite compiono uno sforzo e a volte cedono…il calcagno affonda  in una zolladi terra ,la gamba opposta cede e “bum” col culo per terra…mentre gli altri intorno sorridono e ti aiutano arialzarti. Lepri al galoppo,lepri con le scarpe da trekking.
Ricomincia la discesa ,sentiamo tutti un calore nel viso e una vampa calata sulla fronte .In poco tempo siamo di nuovo ai Laghi di Pilato.
L’aridit� � vinta solo da una piccola fonte d’acqua appen aal di sotto del piano .L’acqua fresca scorre dentro e ridona l’ultima goccia di vigore sulla strada del ritorno .Le gambe sono bruciate dal sole e coperte di polvere…salsedine di montagna…acre e salato,Sicilia.
La marcia procede senza troppe pause, la macchia verde del bosco � sempre pi� vicina e la penetriamo,gli occhi mal si adattano al cambio di luce ,sole ed ombra mandano in paranoia le pupille .Dentro il bosco qualche raggio di sole ancora filtra facendosi spazio tra i fusti degli alberi .Tira un po’ d’aria fresca .Ercole e Marina decidono che � ora di riprendere fiato e di leggere qualcosa .Ed ecco che escono fuori i brani di Walter Bonatti ,po il’attenzione si sofferma tutta sulla voce di Prisca ,che legge un brano portato da Francisco .La Montagna �…via con elenco di contrasti: La Montagna � vigore e abbandono,La Montagna � Determinazione e Accettazione ,Azione e Meditazione, Dare e Ricevere ,Buio e Illuminazione,Farfalla ed Elefante. La Montagna � gioia dei contrasti,il perpetuarsi di conflitti che determinano orientamenti ed equilibrio .
Riprende il cammino ,la consapevolezza che tra le parole lette e l’esperienza che stiamo per portare a termine si chiude quel cerchio sacro del Pensiero e dell’Azione .Ecco davanti a noi la prateria,ancora pi� oltrele macchine .Siamo arrivati.
A Isola San Biagio la doccia pi� bella della nostra vita ed una birra fresca .Battute e sorrisi che si disperdono nella sera .Una compagnia di fratelli…si ritrova nella sala da pranzo mentre scorrono le immagini delle escursioni svolte in quest’ultimo anno di attivit� de “La Muvra”…
Nell’aria le note di Hard Sun di Eddie Vedder…
“There’s abig sun,bleaten on the big people…” .Le fitte ci sono ancora…ma che importa? Anche l’aria � fresca stasera,ma quel filo di vino dentro al bicchiere e il grande entusiasmo pervade gli occhi di tutti i presenti,stasera .C’� quell’aria scanzonata e composta di chi sorride ed � stanco .Di chi vive e vivendo percorre sentieri,traccia segni forti dentro di se. Costruisce l’uomo che �...Il letto sar� pi� morbido per noi…stasera.

4 Agosto
Settore Grigion.
La sveglia � molto comoda questa mattina .Colazione al fianco di Francisco :”Molti termini siciliani derivano dallo spagnolo”-Francisco mi passa una mano sulle spalle e dice :”B� certo,noi spagnoli, vi abbiamo dominati per due secoli!” .Si parla di tante cose ,di tradizione,di montagna e di formazione tra un caff� e un bicchiere di latte.Fuori dalla sala iniziano a vedersi i primi movimenti ,volti abbronzati e il sole � alto sulle nostre teste.
Direzione Ascoli Piceno,Colle San Marco,siamo in macchina con Emanuele di Ancona,porta con se un bastone di legno con degli scudetti di metallo,uno per ogni escursione .Il bastone � stato tramandato dal padre,anche lui escursionista. In un’ora abbondante giungiamo a destinazione .Ci ritroviamo ai piedi di una falesia , i pi� esperti tra noi aprono la via.Ci sono i pi� esperti e ci sono i principianti,ovvero quelli che per la prima volta provano l’arrampicata.E’ la volta di Cecilia,imbracatura e sacchetto di magnesio appeso alla vita per migliorare l’attrito tra le mani e la roccia .Attaccata alla parete ,con movimenti aggraziati ed equilibrio risolve l’enigma della roccia e si porta sempre pi� in alto fino a raggiungere la catena ,poi stende le gambe contro la parete e agile e calma torna verso terra .Poggia i piedi per terra,� serena,neanche una goccia di sudore…
E’ quello il momento in cui ti decidi ad arrampicare…
Il nome della via � “La Rambla”,ma questa non assomiglia per nulla al tranquillo viale vacanziero di Barcellona… Le mani sulle prime insenature e le scarpe che stringono a morte ,ma che ti permettono di trasformare una sporgenza di un centimetro in un piolo di scala. Sforzi un po’ le braccia data la scarsa esperienza,e con qualche pressione ora sulle gambe ora sulle mani si giunge incima...cime di alberi ovunque .Una volta a terra la maglia � zuppa di sudore,prima ancora che la fatica ha vinto l’adrenalina.
Sull’altra via di arrampica c'� Cristiana,anche per lei � la prima volta,lascia tutti a bocca aperta per alcuni movimenti fatti molto bene.Arrampicano tutti,un sali e scendi frenetico,goccia dopo goccia di sudore,movimento dopo movimento.
Ancora una volta di alza una voce: “chi vuole salire ?”…la mano si alza in automatico,la prima parte della parete sembra quasi liscia e salire � una fatica immensa…ti ritrovi misteriosamente a met� della salita,trail suolo e la cima,quando una piccola distrazione basta a farti perdere l’equilibrio,e a rimanere sospeso a 15 metri da terra,legato ad una corda sottile…la sensazione di cadere nel vuoto e la mente che rallenta il panico elo frena e ti fa attaccare alla parete grigia con pi� determinazione .Due scelte: Salire o Scendere? Salire!
La parete ,adesso non � pi� coperta  dall’ombra ma � e sposta al sole .La roccia � calda e le mani scivolano…anche con la magnesia,in basso si scorge il panama e il casco di Ercole…Ancora un momento “difficile”.Ancora sopraggiunge la determinazione e il baricentro spostato in avanti,le gambe premono fino ad arrivare in alto…la discesa � semplice.A terra la maglia gronda di nuovo sudore e le gambe sono graffiate dalla roccia.
Molta gente � vincolata dall’idea di essere libera,la stessa affolla in questo pomeriggio d’agosto le spiagge o si trova imbottigliata in autostrada…ma la libert� � rimanere appesi a questa corda:Cosa c’� di pi� libero di spingersi oltre le proprie paure? Libert� di superarsi,di andare oltre,sfidare la roccia per sfidare se stessi .Prendere a schiaffi l’omino piccolo e borghese che ti invita a rimanere al suolo…su una spiaggia affollata ricoperto di olii abbronzanti…
La sicurezza di quando sei a terra dopo l’arrampicata non � il suolo sotto ai piedi ma � qualcosa che cresce dentro .Gioia ardita,libert� fiera,del proprio agire.
Tutti hanno provato, adesso Marina sale per togliere tutti i rinvii,si muove agile,rapida,una danza…presto giunge a terra e tira gi� la corda. Anche questa avventura si conclude davanti ad una birra,tutti sorridono ed � l’ora dei saluti.
Bicchieri di birra in alto,ci vediamo il prossimo anno.

 
 

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